Controlli rafforzati per la regolamentazione del mercato

Intervista con il Presidente centrale di coiffureSUISSE Damien Ojetti

Il settore dei parrucchieri è in agitazione. Nel corso degli ultimi anni le condizioni sul mercato sono diventate notevolmente più dure. Sono stati e vengono aperti molti Barber Shop che offrono le loro prestazioni di servizio a prezzi molto vantaggiosi. Questo è spesso possibile solo perché i titolari pagano ai loro collaboratori stipendi molto bassi. Journal Coiffure Suisse ha chiesto al Presidente centrale quali siano state le misure adottate da coiffureSUISSE per far fronte a questa tendenza.

Journal Coiffure Suisse: dal mese di marzo dello scorso anno esiste un nuovo CCL nel settore dei parrucchieri. Come aiuta a combattere la distorsione della concorrenza dovuta all’aumento di saloni a buon mercato?
Damien Ojetti: il fenomeno dei saloni a buon mercato causa agitazione nel settore. Tutti si chiedono come possa esistere un salone che deve pagare fattura e salari offrendo prestazioni di servizio a prezzi stracciati. Dato che il vecchio CCL stabiliva un salario minimo solo per parrucchiere e parrucchieri diplomati con AFC e visto che i collaboratori dei saloni a buon mercato non disponevano di un diploma riconosciuto in Svizzera, non sottostavano al GAV e potevano essere assunti legalmente con lo stato di “praticanti” con dei salari bassi. È  stato ora dimostrato che i prezzi vantaggiosi per il servizio spesso sono possibili solo perché ai dipendenti non viene corrisposto un salario minimo in base al CCL. Con il nuovo CCL, in vigore da poco più di un anno, le cose cambiano. La novità è che adesso i salari minimi valgono per dipendenti diplomati, qualificati e non qualificati. La Commissione paritetica CP Coiffure dispone ora della possibilità di procedere contro il dumping salariale, responsabile anche per i prezzi dumping delle prestazioni di servizio. Da quest’anno, oltre ai soliti controlli annunciati dei registri salariali, esegue pure dei controlli a sorpresa. Tramite il nuovo CCL, la CP ha potuto rilevare nuovi dati sui saloni; ha constatato che ogni quarto dipendente non ha un diploma riconosciuto. Espresso in cifre sono ufficialmente oltre 2600 i parrucchieri non qualificati che lavorano nei saloni svizzeri: fino a poco tempo fa percepivano per esempio salari fra i Fr. 400.- e i Fr. 1'000.- al mese.

Bastano i 200 controlli della CP per poter intraprendere qualcosa, e quale è la nuova politica della CP per il 2019/2020?
I 200 controlli dei registri salariali effettuali dalla CP non bastano. Né il numero e nemmeno il metodo. Fino all’anno scorso i controlli della CP si limitavano ai registri salariali, ed è emerso che quasi il 55% dei saloni controllati contravveniva alle disposizioni salariali o non calcolava correttamente le assicurazioni. Ma coiffureSUISSE non è rimasta inattiva. Ci siamo impegnati intensivamente e con successo a trovare in tutta la Svizzera posti di controllo su tutto il territorio che sorvegliano già in altri settori, come per esempio nell’edilizia, l’osservanza del CCL e sono disposti – su incarico della CP - ad eseguire anche dei controlli a sorpresa nei saloni. Sono stati deliberati degli importi e così, agli oltre  200 controlli annui, se ne sono aggiunti altri 250 a sorpresa, per un totale di 450 controlli l’anno.
 Il tema dei prezzi bassi nel nostro settore riscontra interesse anche presso il pubblico ed è già stato affrontato più volte anche dai media. Speriamo che in un prossimo futuro  pure le autorità nazionali possano interessarsi alla nostra situazione e intraprendano dei passi contro questo male sociale.

Esistono delle misure anche nei confronti del lavoro in nero?
Questo tipo di controllo è di responsabilità dei Cantoni o di un organo di controllo cantonale e, dall’entrata in vigore del CCL – che riguarda TUTTI i dipendenti –, ha una forma del tutto nuova. Si tratta di controlli non annunciati, accompagnati spesso dalla polizia cantonale o dalla polizia degli stranieri. Gli organi di controllo denunciano in seguito le situazioni constatate, che potranno avere anche delle conseguenze penali. Dal 2018 la CP Coiffure riceve un rapporto se sussiste il sospetto di una non osservanza del CCL. La CP Coiffure esamina il rapporto in relazione al CCL ed è tenuta, in caso di contravvenzione, ad applicare una punizione. Coinvolge anche le assicurazioni sociali e le autorità fiscali se constata una trasgressione. Se i posti di controllo incaricati dalla CP incontrano p.es. dipendenti senza permesso di lavoro, gli stessi vengono denunciati alla polizia degli stranieri. Ci impegniamo affinché i Cantoni collaborino con le sezioni ed intensifichino i controlli ufficiali.

Quali sanzioni deve attendersi il titolare di un salone se contravviene al CCL?
Se non paga ai suoi dipendenti il salario minimo stabilito dal CCL deve versare gli arretrati. Lo stesso se non ha calcolato correttamente le assicurazioni sociali. Verrà inoltre applicata una multa. Il tutto può velocemente arrivare ad una decina di migliaia di franchi. Durante l’Assemblea dei delegati di Zurigo sono stati presentati dei casi concreti – fra l’altro un caso per un importo di Fr. 28'400.-

Sono previste ulteriori misure?
Sì, prossimamente trasmetteremo il nostro dossier alla Commissione tripartita federale (Seco) per far sì che dichiari il nostro settore “Settore focus”. La Commissione tripartita è composta da rappresentanti delle autorità, dei datori di lavoro e dei sindacati. Il suo compito è di introdurre dei controlli nei settori in cui vengono constatate delle contravvenzioni rilevanti. Questo avviene in coordinazione con i Cantoni. Stiamo lavorando attivamente ed intensivamente per trovare le soluzioni ai diversi problemi. Anche l’affitto di sedie e il rispetto degli orari di apertura sono temi che richiedono la nostra attenzione, e dei quali ci stiamo già occupando. L’Associazione si impegna a fondo affinché nel nostro settore regnino nuovamente condizioni oneste e siamo disposti a sostenere le sezioni in tutte le fasi che possono risultare utili per garantire l’osservanza delle prescrizioni, sia per quanto riguarda il lavoro in mero, gli orari di aperura o il rispetto del CCL.

Interview: Barbara Müller Moreno


Le seguenti misure sono state prese per il 2019/2020 e vengono attualmente messe in pratica:

  1. 200 controlli annui dei registri salariali come finora

  2. 250 controlli a sorpresa per anno tramite i punti di controllo incaricati dalla CP

  3. Controllo CP dei formulari per la registrazione di un’attività lavorativa da parte di profughi in relazione al rispetto del CCL

  4. Richiesta dei Cantoni di rafforzare i controlli sul lavoro in nero nel nostro settore in collaborazione con le sezioni come pure controllo dei risultati della supervisione del mercato del lavoro (AWA) tramite la CP. Alcuni Cantoni sono già attivi in questo campo.

  5. Prossimamente: chiederemo alla Commissione tripartita federale di dichiarare il settore dei parrucchieri come gruppo focus, ciò che comporta un’osservazione rafforzata, cioè più controlli statali.