Lettera aperta al Consigliere federale Guy Parmelin

24.3.2020

Egregio Consigliere federale,

ci troviamo in una situazione molto seria e le Sue responsabilità sono assai gravose. Vorrei qui ringraziarla per il Suo lavoro.

L’Associazione dei datori di lavoro del settore parrucchieri Coiffure Suisse ha scritto il 16.3.2020 una lettera aperta alla signora Ineichen-Fleisch della SECO per ottenere le misure necessarie, onde evitare il fallimento dei saloni. Nel contempo abbiamo inoltrato una mozione al FSIO con la richiesta di una sospensione dei pagamenti inerenti ai contributi sociali.

In occasione della conferenza stampa del 20 marzo 2020 è stato annunciato un pacchetto di misure.

La ringraziamo, ci permettiamo però di attirare la Sua attenzione su alcune divergenze che faranno peggiorare ulteriormente la situazione del settore.

Primo punto – lavoro di breve durata per datori di lavoro
Conferenza stampa del Consiglio federale del 20.3.2020
“Inoltre l’indennizzo per lavoro di breve durata può ora essere corrisposto anche a dipendenti analoghi a datori di lavoro. Per dipendenti analoghi a datori di lavoro si intendono p.es. consoci di una srl che lavorano come dipendenti salariati nell’azienda. Anche le persone che collaborano nell’azienda del coniuge risp. del partner registrato possono ora approfittare dell’indennizzo per lavoro di breve durata. Devono poter far valere un forfait di 3'320.- franchi per un’attività lucrativa a tempo pieno come retribuzione per lavoro di breve durata”.
Da tale indicazione si può dedurre che i datori di lavoro (con una SA o una srl) possono percepire eccezionalmente anche la disoccupazione (presumibilmente 80% del salario).
Nella Sua spiegazione non ha tuttavia fatto osservare che anche gli stessi ricevono solo l’80% dei 3'320.- franchi stipulati per partner, come stabilito nell’articolo di legge.
In breve – il pacchetto delle misure prevede un indennizzo forfettario di 2'656.- franchi.

COVID-19 – Ordinanza assicurazione disoccupazione
Art. 5

In deroga all’art. 34 capoverso 2 LADI, per le seguenti persone si tiene conto di un importo forfettario di 3'320.- franchi come guadagno determinante per un’attività lucrativa a tempo pieno:

  1. il coniuge del datore di lavoro occupato nell’azienda di quest’ultimo
  2. le persone che come soci, compartecipati finanziari o membri di un organo decisionale supremo dell’azienda, determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni del datore di lavoro, come anche i loro coniugi occupati nell’azienda.

Egregio Consigliere federale, ciò non è sostenibile. Così facendo, la persona che si assume tutte le responsabilità, riceverebbe un indennizzo irrisorio, di molto al di sotto del suo reddito normale e dell’importo da essa corrisposto ai suoi dipendenti. Con tale somma, la persona in questione non può sopravvivere e far fronte alla situazione (minimo esistenziale 2350.- franchi).

Secondo punto – assunzione di un “credito bancario”
La necessità di disporre di liquidità non è il solo motivo per giustificare un finanziamento. Il motivo principale per un finanziamento necessario, nella situazione attuale, è il mancato fatturato. Un finanziamento sotto forma di un credito presuppone un rimborso. Come abbiamo già sottolineato nel nostro precedente scritto:

“Se le autorità ordinano una chiusura dei negozi e quindi dei saloni, sarebbe logico che la “forza maggiore” esistente venga estesa a tutti i protagonisti, in altre parole anche ai creditori di costi fissi come affitto, telefono, elettricità, tasse ecc.

Siamo coscienti che ciò potrebbe causare una cascata cause-effetti incontrollata, crediamo tuttavia che la presente mozione sia legittima, dato che il nostro settore non può più generare entrate.”

A seguito di tale logica, le misure di finanziamento sotto forma di credito non corrispondono alla situazione attuale, da cui è scaturito l’ordine di chiudere i saloni. Al contrario di altri settori, i saloni non possono riconvertire la propria attività in Home-Office o Taglio capelli take away, che potrebbero almeno garantire un reddito minimo.

Noi parrucchieri perdiamo il reddito completamente.
Ci troviamo in un vicolo cieco. Da un lato siamo imprenditori senza alcun reddito e dall’altro non sappiamo nemmeno se potremo rimborsare un credito, ciò che rappresenterebbe a sua volta una perdita per la Confederazione.

Egregio Consigliere federale, 13'000 imprese di parrucchieri, come pure i loro 11'000 dipendenti, corrono un serio pericolo, poiché le misure proposte non ci aiutano nella presente situazione.
In nome dell’Associazione datori di lavoro di parrucchieri e parrucchiere e di tutti i protagonisti del settore coiffeur Le chiediamo, con il dovuto rispetto, di poter usufruire dello stesso trattamento in relazione al sostegno della disoccupazione come per i nostri dipendenti e di ottenere un sostegno finanziario non rimborsabile per le nostre imprese.

Speriamo in una decisione positiva e Le porgo distinti saluti.

Damien Ojetti, Presidente centrale Coiffure Suisse